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La magnetoterapia è una tecnica di fisioterapia strumentale non invasiva che utilizza campi elettromagnetici, con l’obiettivo di ottenere un effetto sulla rigenerazione dei tessuti e sul dolore legato a disturbi ossei, articolari e muscolari. Il principio cardine si basa sulla capacità delle onde magnetiche di ripristinare il corretto potenziale elettrico delle membrane cellulari danneggiate da traumi o infiammazioni, accelerando così i naturali processi di riparazione del corpo.
Sebbene la magnetoterapia a campi pulsati (PEMF) sia ampiamente prescritta in ambito ortopedico e fisioterapico in Italia, parte della comunità scientifica internazionale la inserisce tra le medicine alternative o ne evidenzia la necessità di ulteriori prove cliniche rigorose per certificarne l’efficacia univoca.
Nell’artrosi, alcune meta-analisi rilevano miglioramenti a breve termine di dolore e funzione, ma i risultati sono discordanti, i protocolli molto eterogenei e i benefici a lungo termine non dimostrati. In una meta-analisi di 13 studi sull’artrosi del ginocchio, l’effetto sul dolore era soprattutto a breve termine e non risultava superiore ad altre terapie conservative.
E nell’osteoporosi?
Nell’osteoporosi esistono studi sulla magnetoterapia, soprattutto sui campi elettromagnetici pulsati (PEMF), ma non evidenze abbastanza solide per considerarla una terapia standard o sostitutiva.



E le linee guida che cosa dicono?
Non ci sono ad oggi linee guida internazionali maggiori sull’osteoporosi (Endocrine Society, AACE, NOGG, SIOMMMS e IOF/ESCEO) che raccomandino o indichino i campi elettromagnetici pulsati (PEMF) per trattare l’osteoporosi o prevenire fratture da fragilità.
La letteratura disponibile spiega verosimilmente questa assenza: i trial sono pochi, con dispositivi e parametri molto variabili, follow-up brevi e certezza dell’evidenza da moderata a molto bassa.
In conclusione
Nell’osteoporosi la magnetoterapia può essere considerata, al massimo, una misura sperimentale o complementare in casi selezionati; non deve sostituire esercizio con carico e potenziamento, valutazione del rischio di frattura e terapia anti-riassorbitiva o osteoanabolica quando indicata. Non è dimostrata una riduzione del rischio di frattura con PEMF.
Nota personale: se il ricorso alla magnetoterapia per l’osteoporosi, visti le bassissime evidenze ad oggi disponibili, rischia di far passare in secondo piano o addirittura sostituire l’esercizio fisico contro-resistenza (o peggio ancora il ricorso a terapie farmacologiche quando necessarie) meglio evitarla!!!
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FONTI
- Xiaotian Yang, Hongchen He, Wenwen Ye, Thomas A Perry, Chengqi He, Effects of Pulsed Electromagnetic Field Therapy on Pain, Stiffness, Physical Function, and Quality of Life in Patients With Osteoarthritis: A Systematic Review and Meta-Analysis of Randomized Placebo-Controlled Trials, Physical Therapy, Volume 100, Issue 7, July 2020, Pages 1118–1131
- Viganò M, Perucca Orfei C, Ragni E, Colombini A, de Girolamo L. Pain and Functional Scores in Patients Affected by Knee OA after Treatment with Pulsed Electromagnetic and Magnetic Fields: A Meta-Analysis. CARTILAGE. 2021;13(1_suppl):1749S-1760S. doi:10.1177/1947603520931168
- S. Zhu et al., “Pulsed Electromagnetic Fields May Be Effective for the Management of Primary Osteoporosis: A Systematic Review and Meta-Analysis,” in IEEE Transactions on Neural Systems and Rehabilitation Engineering, vol. 30, pp. 321-328, 2022, doi: 10.1109/TNSRE.2022.3149483.
- Jiang, F., Xie, X., Pang, X., & Zheng, L. (2024). Efficacy of magnetic therapy for osteoporotic patients: A meta-analysis of randomized controlled studies. Medicine, 103(2), e36881. https://doi.org/10.1097/MD.0000000000036881
- Wang, T., Yang, L., Jiang, J. et al. Pulsed electromagnetic fields: promising treatment for osteoporosis. Osteoporos Int 30, 267–276 (2019). https://doi.org/10.1007/s00198-018-04822-6
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