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Con l’estate mi hanno consigliato di interrompere l’integratore di vitamina D perchè tanto prendo il sole giusto?
L’integrazione di vitamina D è una delle più consigliate e assunte. Ha un ruolo centrale nel garantire ottimali livelli di calcio nel sangue e poi anche nelle nostre ossa.
Spesso la nostra produzione “interna” di vitamina D non basta e quindi si ricorre ad un aiutino “esterno” per raggiungere valori ottimali, utili soprattutto in chi è a rischio di carenza o soffre di patologie osteo-metaboliche (osteopenia, osteoporosi, rachitismo, osteomalacia…).

La variabilità stagionale dei livelli di vit D è ben documentata: i valori sono più alti in estate/autunno e più bassi in inverno/primavera. Proprio da qui nasce l’idea che nel periodo estivo, esponendosi maggiormente ai raggi solari, si possa raggiungere un adeguato livello di vitamina D in autonomia, senza il supporto degli integratori. Tanto è vero che anche fra gli stessi medici spesso viene consigliato di sospenderne l’assunzione nel periodo estivo.

In realtà, spesso non è comunque sufficiente. In estate infatti, la sintesi cutanea di vitamina D può aumentare, ma l’efficacia è condizionata da latitudine, fototipo (pelle chiara o scura), tempo di esposizione e superficie corporea esposta.
Inoltre non va dimenticato che un’esposizione eccessiva e senza protezioni ai raggi UV può essere molto dannosa per la pelle, aumentando anche il rischio di tumori aggressivi come il melanoma. Consigliare di sospendere la vitamina D e prendere il sole può quindi essere un’indicazione controproducente che può indurre alcuni individui a non prestare adeguata attenzione all’esposizione solare eccessiva con il solo obiettivo di sintetizzare più vitamina D.
Esistono infine delle categorie a rischio di carenza in cui anche una maggiore esposizione solare potrebbe comunque non essere sufficiente, vediamo le principali:
- Carenza documentata in terapia
- Osteoporosi o iperparatiroidismo secondario
- Anziani (riduzione dell’efficienza di sintesi cutanea con l’età)
- Malassorbimento (celiachia, Crohn, fibrosi cistica, epatopatie)
- Obesità (necessità di dosi 2-3 volte superiori)
- Fototipo scuro (maggiore quantità di UVB necessaria per la sintesi)
- Persone istituzionalizzate o con scarsa mobilità outdoor
- Farmaci interferenti (antiepilettici, glucocorticoidi)
- Bambini con fattori di rischio permanenti
In conclusione
- In linea generale, in caso di documentata carenza di vitamina D o di popolazione a rischio o di assunzione per patologia specifica (es osteoporosi), l’integrazione andrebbe continuata tutto l’anno
- In assenza di fattori di rischio e con buona esposizione solare documentata, può essere considerata una pausa estiva. La decisione di sospendere in estate in determinate categorie va comunque individualizzata e discussa con il medico
- Nei bambini sani, la profilassi può essere limitata al periodo novembre-aprile in caso di buona esposizione solare estiva; va proseguita tutto l’anno in presenza di fattori di rischio permanenti
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FONTI
- Rutigliano et al. (2021) Is sunlight enough for sufficient vitamin D status in children and adolescents? A survey in a sunny region of southern Italy. Nutrition (Burbank, Los Angeles County, Calif.). https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33476996/
- Calgani, Alessia et al. “Serum 25(OH)D seasonality in urologic patients from central Italy.” Journal of photochemistry and photobiology. B, Biology vol. 162 (2016): 361-366. doi:10.1016/j.jphotobiol.2016.06.053
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