Che cosa c’è da sapere

Gli omega-3 sono acidi grassi poli-insaturi (PUFA) essenziali nella dieta, derivati dall’acido α-linolenico (ALA). Sono detti “grassi essenziali” in quanto il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli da solo. Devono, quindi, essere ricavati dal cibo che consumiamo ogni giorno.
Le principali fonti sono i pesci grassi, come acciughe, aringhe, sgombro, salmone, sardine, storione, trota e tonno, ricchi soprattutto degli omega-3 EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico). Fonti vegetali come verdure a foglia verde, semi di chia, mandorle, noci, lino, perilla e colza sono invece ricche di ALA. I semi vanno macinati, perché sono molto piccoli e hanno una cuticola molto dura e scivolosa, impossibile da spezzare masticando. Vanno macinati al momento o comunque nell’arco della giornata, non si possono conservare già macinati, perché si deteriorano e perdono il contenuto dn omega-3. Conviene utilizzare un piccolo macinacaffè elettrico, basta tritarli per 10-15 secondi.
Un elevato consumo di pesce (come è consuetudine in alcune popolazioni, come gli eschimesi della Groenlandia, gli islandesi, gli indigeni Inuit e i nativi americani in Alaska) è associato a bassi tassi di malattie aterosclerotiche, malattie autoimmuni, diabete, obesità e cancro.
Agli omega-3 vengono attribuite proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e metaboliche, per combattere diabete, aumento dei trigliceridi e patologie infiammatorie e cardiovascolari. Per quanto sia accertato il potere degli omega-3 nell’abbassare i trigliceridi, rimane fonte di dibattito il beneficio di tale terapia sulla riduzione del rischio cardio-vascolare [Sharma G, Martin SS, Blumenthal RS. Effects of omega-3 fatty acids on major adverse cardiovascular events. What matters most: the drug, the dose, or the placebo? JAMA 2020, 324: 2262-4.]
Recenti linee guida raccomandano un aumento nella dieta umana di alimenti ricchi di ω3 PUFA. In particolare, l’assunzione giornaliera raccomandata di ω3-PUFA di solito varia tra 250 e 500 mg/giorno (l’equivalente di almeno due porzioni di pesce a settimana) ed è più alta nei neonati e nelle donne in gravidanza e allattamento. Tuttavia, meno del 20% della popolazione umana mondiale consuma ≥ 250 mg/die di omega-3 PUFA di origine marina.
Effetto sui trigliceridi
Omega-3 al dosaggio di 2-4 gr al giorno possono ridurre i trigliceridi fino al 45% circa, in misura dose-dipendente. Tale effetto deriva dall’aumento dell’ossidazione degli acidi grassi, che sopprime la lipogenesi epatica e di conseguenza la produzione di colesterolo VLDL.

Gli omega-3 influenzano i processi coinvolti nella protezione contro le malattie cardiovascolari, sebbene gli effetti cardioprotettivi di EPA e DHA siano intensamente dibattuti, visti i risultati di recenti trial cardiovascolari. I singoli acidi grassi omega-3 possono avere effetti specifici; i loro effetti protettivi sono probabilmente correlati alla riduzione dei trigliceridi plasmatici attraverso la ridotta lipogenesi epatica e la diminuita produzione di VLDL, con aumento della lipolisi dei chilomicroni, incremento dei mediatori lipidici antinfiammatori e riduzione della trombosi. Inoltre è stato dimostrato che il NAT biliare C22:6 previene assorbimento intestinale dei trigliceridi, fornendo un ulteriore meccanismo su come il DHA abbassa trigliceridi plasmatici ed epatici [Grevengoed TJ, et al. An abundant biliary fatty acid metabolite derived from dietary omega-3 polyunsaturated fatty acids regulates triglycerides. J Clin Invest. 2021;131(7):e143861].
L’integrazione con omega-3 è indicata quando si sia dimostrata insufficiente la risposta a dieta e altre misure non farmacologiche (il trattamento deve essere sempre associato ad adeguato regime dietetico).
Le linee guida 2019 per le dislipidemie della Società Europea di Cardiologia (ESC) e della Società Europea di Aterosclerosi hanno proposto di considerare la prescrizione di EPA 4 g/die in soggetti con malattia CV accertata con trigliceridi tra 150 e 499 mg/dL nonostante il trattamento con statine.
Studi clinici hanno evidenziato che l’assunzione di una dose di ω3 FA < 2 g/die non è altrettanto efficace nell’abbassare i livelli di trigliceridi.
Formulazioni e acquisto
Gli integratori di omega-3, generalmente estratti dall’olio di pesce, sono attualmente disponibili in vari formati farmaceutici, quali capsule, opercoli e soluzioni liquide.
I dosaggi più impiegati variano tra 1 e 3 gr giornalieri, da suddividere nei vari pasti principali.
La rimborsabilità a carico del SSN degli omega-3 è regolamentata dalla nota 13 AIFA.
Questa prevede la rimborsabilità solo in due condizioni cliniche:
• Iperchilomicronemie e gravi ipertrigliceridemie;
• Trigliceridi > 500 mg/dL in pazienti affetti da insufficienza renale cronica moderata-grave.
Pertanto, questi prodotti vengono venduti quasi esclusivamente al di fuori del regime di rimborsabilità.
In commercio esistono moltissimi integratori e non sempre viene garantita un’adeguata definizione dei quantitativi di principio attivo contenuti nelle loro formulazioni, come anche la purezza del prodotto e la modalità di preparazione/confezionamento.
Ecco allora due certificazioni che, quando si acquista, possono aiutare a riconoscere prodotti a base di omega-3 di maggiore qualità:
• IFOS (International Fish Oil Standards) garantisce che gli integratori di ω3 abbiano almeno il 60% del contenuto in EPA e DHA, che siano sotto forma di TG naturali e non di estere etilico.

• FOS (Friend of the Sea) che garantisce che l’estrazione delle materie prime avviene nel rispetto della conservazione e tutela dell’habitat marino

Alcune formulazioni presenti in commercio
- Cps molli 500 mg (Eskim, Seacor)
- Cps molli 1000 mg (Agemo, Esapent, Eskim, Olevia, Omega 3 Alfasigma, Omega 3 Bouty, Omega 3 DOC, Omega 3 EG, Omega 3 TEVA, Omegoil, Oxitra, Seacor, Tribok, Trioreg, Triscudil)
Nota bene
Gli omega-3 sono considerati sicuri e privi di interazioni cliniche, ma per effetti anti-trombotici possono aumentare i rischi di sanguinamento in associazione a aspirina/clopidogrel; per questo prima di assumerli è bene consultarsi con il proprio medico per escludere che eventuali patologie o problemi di salute di cui si soffre o i farmaci che si assumono, li rendano controindicati.
Inoltre è sempre bene consultarsi preventivamente con un medico prima di assumere qualsiasi integratore durante la gravidanza o l’allattamento al seno.
Anche gli omega-6 sono grassi essenziali, ma abbondano nei cibi (in particolare ne sono ricchi gli oli di semi) e quindi non occorre preoccuparsi di non assumerne abbastanza. Al contrario, il loro consumo va limitato, perché interferisce con l’assimilazione degli omega-3.
E’ vero che in gravidanza, allattamento e prima infanzia è consigliabile assumere integratori di omega-3 “a lunga catena”?
In generale non serve utilizzare integratori di omega-3, ma in queste fasi della vita, per il principio di precauzione ne è consigliata l’assunzione, vista la particolare importanza che questi acidi grassi rivestono nello sviluppo cerebrale del bambino. L’assunzione è raccomandata indipendentemente dal tipo di alimentazione seguita, non riguarda solo chi segue un’alimentazione 100% vegetale.
| Il bambino assume omega-3 a lunga catena prima di nascere attraverso la placenta e poi dal latte materno, se la mamma ne assume correttamente con la dieta. Il fabbisogno della gestante è dunque maggiore rispetto a quello di una donna non in gravidanza, pertanto è consigliabile, sentito il parere del ginecologo curante, assumere 100-200 mg di omega-3 a lunga catena da integratori di fonte algale (che contengono omega-3 in forma di DHA). Questo in aggiunta alle 2 porzioni di omega-3 ricavate dalla dieta. |
| Nella fase di divezzamento, quando il latte materno è presente solo in parte nella dieta del bambino, è opportuno, sentito il parere del pediatra o nutrizionista curante, aggiungere alle 2 porzioni di olio di lino della dieta anche 100 mg al giorno di integratore (o 200 mg ogni 2 giorni). Esistono anche integratori liquidi di DHA, più adatti ai bambini rispetto alle perle da inghiottire (se si utilizzano queste ultime vanno aperte e il liquido va somministrato al bambino). |
FONTI
Bornfeldt, Karin E. “Triglyceride lowering by omega-3 fatty acids: a mechanism mediated by N-acyl taurines.” The Journal of clinical investigation vol. 131,6 (2021): e147558. doi:10.1172/JCI147558
Mach, François et al. “2019 ESC/EAS Guidelines for the management of dyslipidaemias: lipid modification to reduce cardiovascular risk.” European heart journal vol. 41,1 (2020): 111-188. doi:10.1093/eurheartj/ehz455
Sharma G, Martin SS, Blumenthal RS. Effects of omega-3 fatty acids on major adverse cardiovascular events. What matters most: the drug, the dose, or the placebo? JAMA 2020, 324: 2262-4.
Grevengoed TJ, et al. An abundant biliary fatty acid metabolite derived from dietary omega-3 polyunsaturated fatty acids regulates triglycerides. J Clin Invest. 2021;131(7):e143861
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