Scintigrafia tiroidea e ipertiroidismo

A che cosa serve?

Quando la causa dell’ipertiroidismo (eccesso degli ormoni tiroidei con sintomi come tachicardia, intolleranza al caldo, tremori, dimagrimento…) è un’aumentata funzionalità della tiroide, che produce più ormoni tiroidei del necessario, vanno sospettate sostanzialmente due condizioni:

1. Malattia di Basedow Graves: malattia autoimmune in cui l’intera ghiandola infiammata produce più T3 e T4 del necessario 

2. Noduli iperfunzionanti: uno o più noduli possono prevalere e, svincolandosi dal controllo del TSH, producono T3 e T4 in eccesso (autonomia funzionale).

Quindi in presenza di ipertiroidismo e noduli tiroidei, oltre ovviamente ad analisi del sangue ed ecografia, c’è un esame molto importante che può aiutarci a capire se la causa è un nodulo che funziona “troppo”: la scintigrafia tiroidea.

Scintigrafia tiroidea 

La scintigrafia tiroidea è un esame diagnostico non invasivo che consente di studiare la funzionalità della tiroide e degli eventuali noduli in essa presenti. L’esame è utile nella diagnosi del morbo di Basedow, nei casi di tiroidite sub-acuta, per la ricerca di tessuto tiroideo ectopico e per definire la funzionalità dei noduli tiroidei (noduli caldi o freddi).

Può essere eseguita dopo somministrazione di Tecnezio metastabile ev (99-m-Tc) o di radioiodio per os (131-I o 123-I). Consiste nell’iniettare endovena un radiofarmaco (tecnezio debolmente radioattivo), che per sua natura nel nostro corpo sarà inglobato praticamente solo dalla tiroide. Dopo circa 15-20 min si fa una scansione (simile a una radiografia) per vedere come capta il tracciante la tiroide. 

Se l’aumento di funzionalità tiroidea è globale, come nel Basedow-Graves, la tiroide si “illuminerà” nel suo complesso.

Se l’aumento di funzionalità tiroidea deriva da un nodulo autonomo, questo ruberà tutto il tecnezio tenendolo per sé e non lo lascerà al resto della tiroide sana. Quindi si “illuminerà” selettivamente il nodulo e il resto della tiroide risulterà scura. Si parla in questo caso di nodulo CALDO

Da ricordare che alla scintigrafia posso essere visibili SOLO noduli di diametro > 1.5 cm circa (più raramente piccoli noduli superficiali di 1 cm). 

Circa il 10% dei noduli appare “caldo” all’esame scintigrafico, mentre un altro 10% circa risulta “tiepido” ovvero isocaptante rispetto al restante parenchima tiroideo (cosiddetti “warm” in inglese). Il restante 80% dei noduli tiroidei risulta “freddo” all’esame scintigrafico.

Precauzioni

Per le 24 ore successive all’esame è prudente evitare il contatto stretto con le donne in gravidanza e i bambini più piccoli che non vanno presi in braccio. Basta rimanere a distanza di 1-2 metri per eliminare il rischio di irradiazione delle persone vicine.

Nelle due settimane precedenti l’esame è bene evitare il consumo e l’uso di prodotti contenenti iodio, come sale iodato, alghe marine, dentifrici iodati e, in determinati casi, creme anti-cellulite e integratori alimentari (occorre controllare l’elenco degli ingredienti). Nel caso in cui per l’esame venga utilizzato lo iodio-131, somministrato per via orale, il radiofarmaco va assunto a digiuno.

Condizioni particolari

In caso di presunta o accertata gravidanza è necessario valutare preventivamente la necessità di eseguire l’esame che nella maggior parte dei casi è controindicato in tale situazione. Pertanto le donne in gravidanza o che presentino ritardo del ciclo mestruale devono segnalarlo al Medico Nucleare o al Tecnico di Medicina Nucleare prima dell’iniezione. Se la paziente allatta, potrebbe essere necessaria una temporanea sospensione dell’allattamento.

FONTI

https://www.drmarkbrown.com/anatomy-thryoid-eye-disease-graves-thryoid-related-eye-disease.html

https://endowiki.it/index.php/inquadramento-generale-diagnostico-terapeutico-sp-18897/diagnostica-generale-della-tiroide/imaging-medico-nucleare/i-quadri-scintigrafici-delle-tireopatie-

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