Gliflozine

(o glicosurici o SGLT-2i)

Combattere il diabete facendo pipì? 

Sembra una battuta ma è proprio quello che riescono a fare dei farmaci chiamati gliflozine.

Ma come agiscono

Queste molecole agiscono sul rene bloccando un trasportatore chiamato SGLT-2, che è deputato a riassorbire il glucosio filtrato dal rene che altrimenti finirebbe nell‘urina (in condizioni normali non ci sono zuccheri nelle urine). 

Se lo si usa in una persona diabetica questa espellerà con la pipì gli zuccheri in eccesso, combattendo le iperglicemie. Inoltre eliminando zuccheri si perdono calorie, favorendo la riduzione del peso corporeo.

💊 Questi farmaci (canagliflozin, dapagliflozin, empagliflozin, ertugliflozin) nati inizialmente per il diabete, hanno poi dimostrato anche un grande beneficio cardio-vascolare, perché per portare via gli zuccheri con le urine è necessario espellere anche più liquidi e questo effetto diuretico giova alla pressione arteriosa e alla funzione di pompa cardiaca in pazienti cardiopatici, in particolare con scompenso cardiaco.

🧪 Ma non è finita qui, perché tale meccanismo d’azione rallenterebbe anche la progressione del danno renale  in pazienti con insufficienza renale. Ecco perché, anche se al di sotto di determinati valori di filtrato renale (ossia quanta urina riesce a produrre il rene al minuto) sono controindicati nei pazienti con diabete perché non effettuerebbero più in modo adeguato l’eliminazione degli zuccheri, lo sono ancora nei pazienti con insufficienza renale, perché rallentano questa iperfiltrazione e questo invecchiamento del rene. 

INDICAZIONI: sono indicati nei pazienti con diabete di tipo 2, specialmente se affetti da scompenso cardiaco o insufficienza renale di grado lieve o moderato.

Pazienti  con insufficienza cardiaca cronica sintomatica con frazione di eiezione ridotta.

Pazienti con malattia renale cronica lieve o moderata.

🚫 CONTROINDICAZIONI: il glucosio eliminato con le urine rappresenta un pasto perfetto per i batteri e funghi, che possono colonizzare le basse vie urinarie e dare infezioni (cistiti, balaniti, vaginiti). Ecco perché sono controindicati in chi soffre di infezioni urinarie ricorrenti e nei pazienti che li utilizzano è raccomandata un’attenta igiene intima ed un’adeguata idratazione. Inoltre sono controindicati nel diabete di tipo 1, per il rischio di chetoacidosi diabetica

Piccola curiosità: come facevano i medici del passato, prima dell’avvento delle analisi del sangue, a fare diagnosi di diabete?

Semplice: assaggiavano le urine. Ma perchè?

Per GLICOSURIA si intende appunto il fenomeno per il quale il glucosio nel sangue passa nelle urine (cosa che normalmente non dovrebbe accadere). Con il diabete la glicemia si alza e per valori superiori a 180/200 mg/dl il rene non riesce più a riassorbire tutto il glucosio, che finisce allora nelle urine. Ecco perché nel passato in chi soffriva di diabete (che ricordiamo prima dell’introduzione dell’insulina non aveva cura ed equivaleva ad una condanna a morte), le glicemie si alzavano a tal punto da dare glicosuria, e il medico assaggiando le urine le trovava dolci, avendo così conferma dell’aumento degli zuccheri nel sangue. 

#endocrinoluigi

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